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ANNIVERSARIO ASSASSINIO DELL'ATTIVSITA IRANIANA NEDA AGHA - SOLTAN PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Martedì 22 Giugno 2010 06:44

Il gruppo ricorda il suo sacrificio e chiede a tutti di firmare gli appelli per i prigionieri di coscienza in Iran, clicca QUI per raggiungere l'intero articolo sul sito della Sezione Nazionale di Amnesty.

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Giugno 2010 06:57
 
MALAWI: RILASCIARE IMMEDIATAMENTE UNA COPPIA DI GAY! PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Venerdì 04 Giugno 2010 06:50

Riportiamo qui di seguito un comunicato stampa della Sezione Nazionale

Status dell'appello: chiuso

Il 29 maggio 2010 Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga sono stati rilasciati. Hanno ricevuto la grazia presidenziale. Amnesty International teme che possano subire ulteriori arresti o minacce a meno che la legge non cambi, quindi continueremo a monitorare il caso. Vi terremo aggiornati su eventuali evoluzioni.

Steven Monjeza e Tiwonge Chimbalanga sono stati arrestati il 28 dicembre 2009 dopo che un giornale locale aveva diffuso la notizia della loro partecipazione a una cerimonia tradizionale di fidanzamento a Chirimba, comune di Blantyre.

Monjeza e Chimbalanga sono stati accusati di "reato contro natura" e "pratiche indecenti fra uomini" in base a quanto previsto dal codice penale, sezioni153 e 156.

I due, rispettivamente 26 e 20 anni, sono stati più volte picchiati dalla polizia e sono attualmente detenuti nel carcere di Chichiri.

L'arresto, a causa del reale o presunto orientamento sessuale, viola il diritto alla libertà di coscienza, di espressione e alla riservatezza. Le leggi che criminalizzano l'omosessualità o l'identità di genere violano questi diritti, tutelati dai trattati ratificati dal Malawi, compreso il Patto internazionale sui diritti civili e politici e la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli.

Amnesty International esprime preoccupazione per i tentativi effettuati dalle autorità di appurare l'avvenuto rapporto sessuale con esplorazioni anali che, se eseguite senza il consenso della persona, violano il divieto assoluto di tortura e trattamenti inumano e degradante o punizione.

Amnesty International considera coloro che sono arrestati o trattenuti a causa del loro reale o presunto orientamento sessuale prigionieri di coscienza, e chiede il loro rilascio immediato e incondizionato.

 

Fonte: Amnesty International

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Giugno 2010 06:52
 
AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE UN'INDAGINE SULL'UCCISIONE DEGLI ATTIVISTI A BORDO DELLA FLOTTA DIRETTA A GAZA PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Martedì 01 Giugno 2010 06:41

Fonte: Amnesty International Sezione Nazionale

CS051: 31/05/2010

Amnesty International ha chiesto al governo israeliano di aprire un'inchiesta immediata, credibile e indipendente sull'uccisione, compiuta dalle sue forze armate, di almeno 10 attivisti a bordo di una flotta che protestava contro il blocco della Striscia di Gaza.

"Appare chiaro che le forze israeliane hanno fatto ricorso alla forza eccessiva" - ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International. "Israele afferma che le sue forze hanno agito per autodifesa, essendo state attaccate, ma non è credibile sostenere che il livello di forza letale impiegato fosse giustificabile. Esso appare del tutto sproporzionato rispetto alla minaccia affrontata".

Amnesty International ha chiesto alle autorità israeliane di rendere subito pubbliche le regole d'ingaggio impartite alle truppe che hanno compiuto questo attacco letale.

"Gli attivisti sulle navi avevano reso evidente che il loro scopo primario era quello di protestare contro il continuo blocco di Gaza, che costituisce una punizione collettiva e, in quanto tale, una violazione del diritto internazionale" - ha proseguito Smart.

Da circa tre anni Israele, che è la potenza occupante della Striscia di Gaza, attua una politica che impedisce ogni movimento di cose e persone, con l'eccezione dei beni più indispensabili dal punto di vista umanitario, che vengono importati da agenzie di aiuti internazionali. Solo una parte dei pazienti che hanno bisogno di cure mediche fuori da Gaza viene autorizzata a uscirne. Decine di persone sono morte mentre attendevano l'autorizzazione a viaggiare da parte israeliana.

"Il blocco non è diretto contro i gruppi armati, piuttosto punisce l'intera popolazione di Gaza limitando l'ingresso di cibo, forniture mediche, materiale scolastico e da costruzione. Non sorprende, quindi, che il suo impatto si ripercuota sulla parte più vulnerabile della popolazione di Gaza: i bambini e le bambine, le persone anziane e quelle ammalate" - ha proseguito Smart.

"Il blocco costituisce una punizione collettiva ai sensi del diritto internazionale e dev'essere rimosso immediatamente" - ha concluso Smart.

Israele ha l'obbligo di diritto internazionale di assicurare il benessere della popolazione di Gaza, compresi i diritti alla salute, all'istruzione, al cibo e a un alloggio adeguato.

FINE DEL COMUNICATO                                                  Roma, 31 maggio 2010


Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

 
CINA: 21 ANNI DOPO TIANANMEN, ATTIVISTI PER I DIRITTI UMANI ANCORA PRESI DI MIRA DALLE AUTORITÀ PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Venerdì 04 Giugno 2010 06:47

Riportiamo qui di seguito il comunicato stampa della Sezione Nazionale.

CS053: 03/06/2010

Ventuno anni dopo la notte tra il 3 e il 4 giugno 1989, quando l'intervento dell'esercito pose fine violentemente alle manifestazioni per la democrazia di piazza Tiananmen, il governo cinese continua a rifiutare l'apertura di un'inchiesta pubblica e indipendente e a prendere di mira coloro che esprimono critiche o commemorano le vittime. 

In occasione del ventunesimo anniversario della repressione di Tiananmen, Amnesty International chiede ancora una volta al governo di Pechino di applicare l'art. 35 della Costituzione e garantire il diritto alla libertà d'espressione che vi è sancito, rilasciando i prigionieri di coscienza che sono ancora in carcere per aver parlato di Tiananmen:

Tan Zuoren, attivista per i diritti dell'ambiente del Sichuan, condannato a cinque anni di carcere il 9 febbraio di quest'anno per "incitamento alla sovversione dei poteri dello stato". È stato accusato di aver criticato il Partito comunista cinese e il governo, anche per la loro gestione dei fatti del 1989, in una serie di articoli e diari pubblicati online.

Hu Jia, condannato a tre anni e mezzo di carcere nell'aprile 2008 per "incitamento alla sovversione dei poteri dello stato". È stato accusato di aver pubblicato articoli sul movimento per la democrazia del 1989.

Shi Tao, giornalista e poeta dello Hunan, condannato a 10 anni di carcere nel 2005 per "aver illegalmente fornito segreti di stato a entità straniere". Aveva inviato una mail a destinatari all'estero, attraverso il suo account personale su Yahoo!, in cui sintetizzava le indicazioni impartite dal Dipartimento centrale per la propaganda su come i giornalisti avrebbero dovuto trattare il quindicesimo anniversario della repressione del 1989. La sua condanna si è basata anche sulle informazioni fornite da Yahoo! alle autorità cinesi.

Altre persone, già condannate e poi rilasciate per aver espresso le loro opinioni sui fatti del 1989, continuano a essere sottoposte a dure misure di sorveglianza e a ricevere intimidazioni. Tra loro figurano Zu Yonghai, Jiang Qisheng, Sun Baoqiang, Yan Kun e Zhang Lin.

FINE DEL COMUNICATO                           Roma, 3 giugno 2010

 

Fonte: Amnesty International

 
RAPPORTO ANNUALE AMNESTY 2010 PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Sabato 29 Maggio 2010 13:17

Segnaliamo l'edizione 2010 del Rapporto Annuale Amnesty International.

Per maggiori dettagli si rimanda all'articolo sul sito nazionale 

Amnesty International presenta il Rapporto Annuale 2010: "Le lacune della giustizia globale sono una condanna per milioni di persone"

 
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