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ALGERIA: UNA GUERRA INFINITA? PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonella   
Sabato 09 Marzo 2002 00:00
Panoramica sulla situazione algerina e le prossime iniziative del gruppo di Ferrara di Amnesty

Il 9 febbraio 2002 ricorreva il decimo anniversario della proclamazione dello stato d'emergenza in Algeria: dieci anni di emergenza e di gravi abusi dei diritti umani, durante i quali le autorità, nei governi succedutisi dal 1992, non solo non hanno adottato le misure necessarie per condurre inchieste approfondite, indipendenti ed imparziali sui gravi abusi dei diritti fondamentali commessi, ma hanno anche ripetutamente ostacolato i tentativi di coloro che intendevano osservare la situazione dei diritti umani nel paese. Le violazioni dei diritti umani in Algeria hanno così subito, in questi anni, un processo di istituzionalizzazione, garantendo impunita' generalizzata ai responsabili di abusi di diritti umani e permettendo a numerosi colpevoli dei più atroci crimini di sfuggire alla giustizia.



Le vittime e i loro familiari, solo nel corso del 2001 oltre 80 civili sono stati uccisi illegalmente dalle forze di sicurezza e decine di altri sono stati torturati o detenuti segretamente per periodi più o meno lunghi, sono stati privati della possibilità di chiedere risarcimenti. In Algeria è in atto un conflitto armato che dura da dieci anni e causa la morte di circa 200 persone al mese, tra cui la maggior parte sono donne e bambini, vittime civili di indiscriminati e deliberati attacchi perpetrati ad opera di gruppi armati.

Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani, tra cui Amnesty International, denunciano l'enorme difficoltà ad ottenere informazioni in merito alle violazioni, a causa di un generalizzato sentimento di paura prevalente fra le vittime e i loro familiari, convinti che la denuncia non faccia altro che aggravare le loro difficoltà. Inoltre, la recente approvazione, da parte delle autorità algerine, di disposizioni legislative, finalizzate a limitare in modo ulteriore l'esercizio della libertà di espressione ed ad impedire l'accesso degli osservatori stranieri al paese, ha permesso, ancora una volta, che la crisi dei diritti umani in atto in Algeria passi largamente inosservata nell'ambito della comunità internazionale.



Amnesty International si è vista negare l'accesso al territorio algerino sin dal 1996 ed in questi anni ha potuto effettuare soltanto due visite ufficiali nel 2000. Analoga è la situazione di altre organizzazioni internazionali, tra cui figurano anche le Nazioni Unite. Il Gruppo di lavoro sulle sparizioni forzate o involontarie, infatti, non ha ottenuto il permesso di visitare l'Algeria nel 2000 e sia il Relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie sia il Relatore speciale sulla tortura non sono mai stati invitati dal governo algerino, nonostante le richieste delle Nazioni Unite. L'atteggiamento delle autorità algerine, volto a sacrificare i diritti umani fondamentali in nome della sicurezza nazionale, induce Amnesty International a chiedere che il governo si assuma le responsabilità che gli competono nei confronti della propria legislazione, conformandosi anche alla normativa internazionale in materia di diritti umani. Alla luce della firma dell'accordo tra Unione Europea ed Algeria (19 dicembre 2001) nel processo di Partnership Euro-mediterranea, iniziato con gli Accordi di Barcellona del 1995, Amnesty International denuncia l'elusione delle responsabilità del governo algerino ed il disinteresse dell'Unione Europea riguardo agli abusi dei diritti umani commessi nel paese, sottolineando la grave mancanza dell'accordo nel non contenere indicazioni operative specifiche per la tutela dei diritti umani.

A questo proposito, Amnesty International, dall'inizio di quest'anno, ha lanciato un'azione rivolta ai rappresentanti politici locali e nazionali italiani ed ai parlamentari europei, nonché a tutti i rappresentanti delle istituzioni dell'Unione Europea, affinché venga veramente implementata la clausola sul rispetto dei diritti umani prevista dall’art. 2 dell’accordo di partnership firmato dall’Unione Europea con l’Algeria il 19 dicembre 2001, nello spirito della Dichiarazione di Barcellona del 1995. In tal modo, si chiede alle autorità di esercitare tutte le forme di intervento diplomatico e politico consentite dai termini dell’accordo al fine di ottenere che:


1. siano svolte indagini serie, complete, e imparziali, i cui risultati siano resi pubblici, sulle centinaia di migliaia di casi di abusi e violazioni dei diritti umani in Algeria da parte di tutti gli attori di tali violazioni, siano essi gruppi armati, forze di sicurezza, milizie volontarie armate dallo stato;


2. gli inviati speciali dell'ONU sulla tortura e sulle scomparse coatte abbiano immediato accesso in Algeria;


3. sia abolito lo stato di emergenza, e sia assicurata la libertà di associazione e di espressione della società civile;


4. sia assicurata la sicurezza dei propri cittadini attraverso misure immediate per porre fine alle centinaia di uccisioni e stragi che si ripetono ogni mese in Algeria.



Il gruppo di Amnesty International di Ferrara, per sostenere l’azione dell'organizzazione a livello nazionale e delle altre ONG internazionali e locali che si battono per il rispetto dei diritti umani e per chiedere giustizia per le vittime delle violazioni subite in questi anni in Algeria, intende organizzare alcuni eventi pubblici al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica su tali tematiche. Stiamo pertanto organizzando una Conferenza su: "Algeria, diritti umani e partnership Euro-mediterranea" prevista per maggio, durante la quale verrà anche proiettata un'intervista all'ex ufficiale dell'esercito algerino, esiliato in Francia, Habib Souaidia, autore del libro "La sporca guerra". Presso i nostri tavolini di raccolta firme, sarà inoltre possibile firmare una petizione all'Ambasciata d'Algeria.

Approfondimenti: Il capitolo sull'Algeria dell'ultimo rapporto annuale di A.I.