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SI APRONO SPAZI AL DIALOGO, MA ESERCITO NON SI FERMA PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico   
Giovedì 01 Ottobre 2009 00:00
HONDURAS 30/09/09 “Sinceramente, e questa è un’opinione personale, credo che le parti non siano ancora pronte per un incontro, però credo anche che si stiano avvicinando molto al dialogo”: lo ha detto il vescovo ausiliare di Tegucigalpa, Juan José Pineda, in un’intervista televisiva trasmessa stamani e riferendosi ai tentativi di mediazione (in cui è impegnata anche la Chiesa) per tentare di avviare un confronto diretto tra il presidente dell’Honduras deposto Manuel Zelaya e il governo di fatto che si è insediato al suo posto con modalità da molti definite golpiste. Il vescovo ha detto che le parti hanno già affrontato con i mediatori una serie di “punti precisi” e che si “stanno mettendo a punto i dettagli”, senza però precisare i contenuti delle trattative, ma sottolineando che un punto fermo resta il documento di San José. Nonostante gli sforzi negoziali, però, la situazione in Honduras resta molto tesa. Anche questa mattina all’alba, i militari hanno lanciato una serie di operazioni ai danni dei sostenitori di Zelaya. Agli ordini del governo golpista, poliziotti e soldati hanno fatto irruzione in un edificio del sindacato agrario arrestando almeno 55 persone, tutti attivisti impegnati a chiedere un ritorno dell’ordine costituzionale nel paese. Operazioni analoghe erano state compiute ieri contro gli ultimi media indipendenti rimasti nel paese, visto che le altre testate sono di proprietà di personaggi legati al governo al potere a Tegucigalpa da tre mesi.
 
Fonte: Agenzia MISNA