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RICHIAMI A RITORNO DEMOCRAZIA, MANIFESTAZIONI A TEGUCIGALPA PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico   
Venerdì 25 Settembre 2009 00:00
HONDURAS 24/09/2009
La crisi in Honduras si è ‘spostata’ oggi al Palazzo di Vetro dove il capo del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero ha definito “una sfida per l’Onu” il ripristino al suo incarico presidenziale di Manuel Zelaya che, rientrato a sorpresa Lunedì a Tegucigalpa, resta rifugiato all’interno dell’ambasciata brasiliana, mentre sostenitori e detrattori organizzano nuove manifestazioni. “Non accetteremo un golpe, la democrazia deve tornare in Honduras” ha detto Zapatero, sottolineando che la Spagna “sta lavorando attivamente” per riportare Zelaya al potere; nelle prossime ore si attendono all’Onu anche i discorsi dei presidenti di Venezuela, Panama, Guatemala, Costa Rica e Paraguay che, come preannunciato, conterranno anch’essi espliciti riferimenti alla situazione in Honduras. Già ieri a margine dell’Assemblea generale gli ambasciatori di America Latina ed Europa ritiratisi da Tegucigalpa avevano annunciato un loro prossimo rientro per evitare l’aggravarsi delle tensioni. Nel fine-settimana è previsto inoltre l’arrivo nel paese centroamericano del segretario generale dell’Organizzazione degli stati americani (Osa), José Miguel Insulza, a capo di una missione composta da una decina di ministri degli Esteri di altrettanti paesi che tenterà di riprendere il dialogo tra le parti. Sempre oggi, un riconoscimento formale di Zelaya come presidente legittimo dell’Honduras è giunto anche dai rappresentanti dei 24 stati e gruppi di stati membri del Fondo monetario internazionale (Fmi); in concreto, l’attestazione implica che le attuali autorità di Tegucigalpa non sono autorizzate a utilizzare i 163 milioni di dollari giunti dall’organismo ad Agosto. Il governo ‘de facto’ ha riaperto oggi gli aeroporti di Tegucigalpa, San Pedro Sula, La Ceiba e dell’isola di Roatán chiusi Lunedì consentendo la lenta ripresa dei voli internazionali; è stato anche sollevato il coprifuoco ma l’atmosfera resta carica di tensioni: Il ‘Frente Nacional de Resistencia Contra el Golpe de Estado’ ha annunciato una nuova dimostrazione, dopo quella dispersa ieri tra denunce di eccessivo uso della forza da parte di militari e polizia; l’Unión Cívica Democrática (Ucd), che riunisce imprenditori, esponenti ecclesiali e politici dei partiti tradizionali ha deciso invece di piantonare la sede dell’Onu nel settore di Palmira, vicino all’ambasciata del Brasile per protestare contro “l’ingerenza straniera in questioni interne dell’Honduras”. Fonti della stampa locale riferiscono oggi di saccheggi avvenuti ieri in succursali del Banco Azteca e in diversi negozi e arresti per lo più di giovani manifestanti che tentavano la fuga con merci rubate. 
 
Fonte: Agenzia MISNA