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FRONTE PRO-ZELAYA, “NE PACE NÉ ELEZIONI SENZA PRESIDENTE” PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico   
Sabato 19 Settembre 2009 00:00
HONDURAS 18/09/09 Il pronunciamento dei principali candidati alla presidenza alle elezioni del 29 Novembre a favore di una “soluzione negoziata” alla crisi in Honduras, non ha convinto il fronte anti-golpe che “esige il ritorno dell’ordine costituzionale” e l’immediato rientro del presidente deposto Manuel Zelaya. L’incontro tra i candidati e il presidente del Costa Rica e mediatore tra le parti, Oscar Arias, “è stato una burla” secondo Rafael Allegria, dirigente del ‘Frente nacional de resistencia contra el Golpe de Estado” che riunisce diverse organizzazioni sociali pro-Zelaya; gli aspiranti alla successione di Zelaya hanno di fatto accettato solo in parte l’accordo proposto da Arias, evitando di menzionare il possibile rientro del presidente, condizione imprescindibile per la comunità internazionale che non riconosce le ‘nuove autorità’ di Tegucigalpa. “La popolazione vuole che a Zelaya sia restituito il potere; in caso contrario non ci saranno né pace né elezioni. Chiediamo anche l’installazione di un’assemblea costituente” ha detto Allegria. L’Organizzazione degli stati americani (Osa) e il governo degli Stati Uniti hanno già avvertito che non riconosceranno l’esito del voto: un monito ribadito anche dal presidente dell’Uruguay, Tabaré Vazquez, al termine di una visita a Washington: parlando di fronte al Consiglio permanente dell’Osa, Vazquez ha sottolineato che “elezioni convocate da un governo incostituzionale non verranno convalidate”; il presidente uruguayano ha anche comunicato che l’ambasciatrice dell’Honduras a Montevideo non è più considerata un’interlocutrice diplomatica perché “non rappresenta il governo legittimo del paese”. La crisi in Honduras ha tenuto banco anche al Consiglio dei diritti umani dell’Onu a Ginevra: i paesi dell’America Latina e dei Carabi hanno chiesto l’istituzione di un meccanismo di controllo per verificare le denunce di violazioni e abusi, tra cui l’uso sproporzionato della forza da parte dei militari contro i sostenitori di Zelaya. Su iniziativa di Messico e Argentina, il blocco latinoamericano ha presentato un progetto di risoluzione in tal senso che avrebbe già ottenuto l’appoggio degli altri gruppi regionali e dovrebbe essere adottato entro il 2 Ottobre, data in cui si concluderà l’attuale sessione del Consiglio.
 
FONTE: Agenzia Misna