| PER IL BRASILE IL GOLPE “È INACCETTABILE” |
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| Scritto da Federico |
| Venerdì 11 Settembre 2009 00:00 |
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HONDURAS 10/9/2009
Dopo giorni di ‘silenzio’ da parte delle diplomazie latinoamericane, il presidente del Brasile Luiz Ignácio Lula da Silva ha riportato l’attenzione sulla crisi in Honduras, dove prosegue il ‘braccio di ferro’ tra il governo ‘de facto’ e la comunità internazionale, senza che per il momento si intraveda una soluzione. La deposizione e la ‘deportazione’ in Costa Rica del presidente Manuel Zelaya, il 28 Giugno, “costituisce un passo indietro inaccettabile per l’America Latina e i paesi della regione devono ripudiarlo in modo incondizionato” ha detto Lula ricevendo a Brasilia il collega del Salvador, Mauricio Funes, anch’egli tra le voci più critiche nei confronti di Tegucigalpa. “Dobbiamo tutti esigere il ripristino immediato del presidente Zelaya alle sue funzioni per le quali è stato eletto dal popolo” ha aggiunto Lula, segnalando che “né il Brasile né il Salvador né il Mercosur (mercato comune sudamericano) né l’Unasur (Unione delle nazioni sudamericane) né l’Organizzazione degli stati americani riconosceranno il risultato delle elezioni” in programma il 29 Novembre. Lula e Funes hanno espresso apprezzamento per la decisione della Casa Bianca di sospendere un importante pacchetto di aiuti all’Honduras in segno di ripudio del golpe: “Sono misure benvenute, indicano che gli Stati Uniti si uniscono al consenso politico regionale e mondiale” ha detto ancora Lula, il cui governo ha a sua volta sospeso nei giorni scorsi l’accordo di soppressione dei visti in vigore dal 2004 con l’Honduras, inclusi quelli diplomatici.
Fonte: Agenzia MISNA |










