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13 ANNI DI PRIGIONE PER AVER SCRITTO UNA STORIA DEGLI STUDENTI PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Aprile 2004 00:00
Libertà di espressione nelle Università birmane

Ko Aung Htun, ex leader studentesco, oggi 35enne, arrestato nel febbraio del 1998, sta scontando una pena a 13 anni di reclusione per aver scritto una storia sull’attivismo studentesco del XX secolo in Myanmar, ex-Birmania. Con lui sono stati condannati gli ex leader del movimento studentesco che lo hanno aiutato nella raccolta del materiale, tutti dopo processi ingiusti. Tutti hanno un passato di detenzione per aver svolto pacificamente attività politica. Una buona metà di loro ha subito torture, in questa o in precedenti detenzioni, e soffre di gravi problemi di salute.

Considerandoli a pieno titolo prigionieri di coscienza, in quanto perseguiti solamente per avere espresso le proprie idee in maniera pacifica, Amnesty International ne richiede l’immediato e incondizionato rilascio.

Una storia d’ordinaria e tragica quotidianità del più grande stato del Sud-est asiatico, paese delle Pagode d’Oro e delle risaie.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, proclamata dall’ONU, organizzazione di cui il Myanmar fa parte e accetta le regole, afferma che ogni persona è libera di esprimere il proprio pensiero in maniera singola o associata, in forma orale o per iscritto.

In Myanmar questa libertà è negata da decenni e uno studente che pensa con la propria testa è un pericolo.

Nella storia degli studenti, che consta di molti volumi, gli autori documentano i 90 anni di storia del movimento studentesco in Myanmar. Gli studenti hanno storicamente occupato un ruolo di primo piano all’interno del movimento politico per le riforme, dalla campagna per l’indipendenza dal Regno Unito alle manifestazioni di piazza contro il partito unico. I movimenti sindacali studenteschi sono sempre stati soppressi. Negli ultimi anni le autorità hanno risposto alle manifestazioni per il diritto d’associazione studentesca e per la riapertura delle università arrestando e condannando centinaia di militanti pacifici.

L’opera è stata definita parte di un complotto finalizzato all’istigazione alla rivolta e i suoi autori son stati accusati di "aver diffuso voci tendenziose". Citati in una conferenza stampa organizzata dalle autorità governative poco dopo il loro arresto, Ko Aung Htun e U Hla Shwe, un anziano ex leader studentesco che ha collaborato alla stesura dell’opera, sono stati accusati di aver scritto "contenuti ampiamente esagerati, basati sul resoconto tendenzioso di pochi fatti" e averli successivamente distribuiti illegalmente ad almeno trenta politici. Nonché di aver stampato e distribuito volantini sulla storia degli studenti senza permesso ufficiale.

Al momento sono almeno duecento gli studenti ed ex studenti militanti detenuti unicamente per aver svolto attività politica, con condanne fino a 52 anni di reclusione. Il quadro comprende studenti condannati dai tribunali militari tra il 1989 e il 1992 - detenuti per una legge che consente alle autorità di incarcerare senza accusa né processo - e altri individui che le autorità hanno ritenuto responsabili d’incitamento alla violenza. Molti di loro sono trattenuti in carcere con l’unico sospetto di far parte o di aver avuto contatti con membri dell’opposizione armata del Paese. Essi infatti praticavano attività politica al tempo delle manifestazioni di massa contro la giunta militare al potere nel 1988, la cui repressione da parte delle autorità provocò migliaia di vittime. In seguito ai fatti citati, le autorità militari legalizzarono i partiti politici (1989) e indissero libere elezioni (1990), ma non riconobbero il risultato elettorale che aveva attribuito alla Lega nazionale per la democrazia (NDL), guidata del Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi ancora oggi agli arresti domiciliari, più dell’80% dei seggi. Molti attivisti coinvolti nelle manifestazioni di protesta o militanti di partiti politici d’opposizione furono messi in prigione.

Amnesty International non condanna soltanto la presenza di prigionieri rei di aver svolto pacificamente attività politica, ma anche il fatto che questi, insieme a tutti coloro che sono sospettati di aver portato avanti o aver istigato azioni violente, siano stati condannati senza giusto processo. Ai prigionieri politici è solitamente negata l’assistenza di un legale, oppure non viene dato loro il tempo di preparare la propria difesa o non vengono loro comunicati i termini dell’accusa prima del processo. In seguito agli arresti di massa è abitudine indire una conferenza stampa nella quale le autorità danno per certo il coinvolgimento degli arrestati in azioni criminali prima che sia svolto un processo.

Sulla base delle convenzioni internazionali che accordano protezione ai diritti umani, Amnesty International chiede perciò alle autorità il rilascio di tutti i prigionieri condannati in seguito all’esercizio pacifico del diritto alla libertà d’espressione e d’associazione, reati per i quali non avrebbero mai dovuto essere messi in prigione. Considerando che i processi subiti dai prigionieri politici sono processi ingiusti, chiede inoltre alla giunta militare che ancora governa il paese di riconsiderare le condanne dei prigionieri accusati di aver preso parte ad atti di violenza e di garantire che chiunque non abbia subito un processo giusto sia riprocessato in conformità agli standard internazionali sul processo giusto, oppure che sia rilasciato.

Come in tanti altri paesi, gli studenti universitari reclamano pacificamente le loro libertà e i loro diritti. Come in tanti altri paesi, le autorità reprimono violentemente queste manifestazioni di libertà di pensiero.

Un caso analogo a quelli riportati in queste righe ha coinvolto il leader del Sindacato degli studenti birmani, Paw U Tun (Mink Ko Naing), prigioniero di coscienza che il gruppo di Ferrara di Amnesty International segue da più di dieci anni.

Siamo in via Carlo Mayr,10, in centro città, a pochi passi dall’Università. Anche il Myanmar non è così lontano e i diritti degli studenti birmani sono anche i tuoi di studente ferrarese.

 
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