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INTERVISTA DELLA REDAZIONE DI CSV DI FERRARA AL RESPONSABILE DEL GRUPPO DI FERRARA DI AMNESTY INTERNATIONAL SULLE DENUNCIE DI TORTURE IN IRAQ PDF Stampa E-mail
Sabato 15 Maggio 2004 00:00
Iraq: "Violenza non può che portare altra violenza"

Le foto delle torture di Abu Ghraib hanno creato scandalo. 
Ne parliamo con Federico Tonelli, responsabile del gruppo di Ferrara di Amnesty International.

-Anche gli eserciti di paesi democratici torturano. Sorpreso?
Purtroppo la cosa non ci sorprende. La tortura è un tema sul quale Amnesty si batte da sempre sollecitando tutti i governi del mondo ad adottare misure che impediscano l'adozione di questa gravissima violazione della dignità umana da qualunque soggetto perpetrata. A questo proposito, già prima dell'inizio del conflitto in Iraq, Amnesty ha manifestato pubblicamente la propria preoccupazione relativamente al trattamento dei prigionieri da parte degli Stati Uniti denunciando in particolare la situazione dei detenuti di Guantánamo. Con l'occupazione da parte delle forze anglo-americane e i loro alleati dell'Iraq, Amnesty ha prima inviato una serie di raccomandazioni ai Ministri degli Esteri e ai Capi di Governo interessati con le quali ricordava l'importanza del rispetto dei Diritti Umani della  popolazione civile e degli eventuali prigionieri, chiedendo di fare chiarezza riguardo alle sempre più numerose denuncie di violazioni dei Diritti Umani e, purtroppo, uso della tortura nelle carceri irachene.
 
-"Casi isolati" e "mele marce": è credibile?
Le numerose denuncie raccolte da Amnesty e da altre ONG obbiettivamente  non consentono di credere che quanto accaduto sia conseguenza della  volontà scellerata di qualche singolo individuo, ma sembra rientrare in un  più ampio disegno giustificato dal fine ultimo di vincere la resistenza armata irachena. Rimane comunque la necessità di chiarire le responsabilità, a qualunque livello questa si inserisca, di quanto accaduto così da punire, nell'ambito di un giudizio equo, i responsabili di questi gravissimi fatti.

-Colpisce la leggerezza con cui si tortura: il viso sorridente della  soldatessa Lynndie England è presto diventato un triste simbolo.  E' un  meccanismo inevitabile quello che trasforma anche una giovane studentessa  in un aguzzino?
Vorrei proprio pensare di no. Non posso credere che la natura umana sia così profondamente violenta da trasformare un individuo altrimenti  pacifico in un aguzzino quando si trova nella possibilità di poter usare violenza ritenendo di operare in una condizione di apparente impunità.
Certamente trovarsi in un contesto di guerra non è la situazione migliore in cui un soggetto possa vivere ma penso si debba ritenere che ci siano stimoli molto più perversi che possono indurre una persona ad usare violenza su altre persone.

-"Almeno i paesi democratici ne parlano, i panni sporchi li lavano al sole": cosa dovrebbero e potrebbero fare oltre a parlarne? 
Certamente parlarne è un inizio, perché il silenzio è il migliore preludio per rendere normale questi avvenimenti e affermarne l'impunità, ma i fatti dimostrano che questo non è sufficiente. Occorre che i governi adottino una serie di misure, a partire dal riconoscimento del reato di tortura, che consenta di perseguire in maniera seria coloro che si scoprono responsabili di  siffatte azioni sottoponendo i responsabili ad un processo equo che ne chiarisca le reali responsabilità.

-Quali sono abitualmente gli effetti dei soprusi compiuti da eserciti occupanti in situazioni di guerra come quella irakena? Cosa dovrebbero  invece fare le forze occupanti per assicurare un maggior rispetto del diritto umanitario e possibilmente allentare la tensione?
A questa domanda credo i fatti che stanno accadendo in Iraq abbiano dato una tragica ed eloquente risposta. Violenza non può che portare altra violenza. Il conflitto in Iraq è stato presentato come necessario per  portare la democrazia in un paese doveva invece governava un feroce dittatore ma, se su questo ultimo punto non si può obbiettare, è discutibile il modo in cui si cerca di importare questo nuovo equilibrio politico. Gli eserciti occupanti dovrebbero garantire una rinascita del  paese impedendo che il crollo di un regime lo faccia scivolare in una guerra civile ma deve anche rapidamente attivarsi perché la guida del paese venga assunta da esponenti politici, democraticamente riconosciuti come rappresentanti del popolo e, nel caso dell'Iraq, di tutte le etnie e non come una imposizione delle forze occupanti. Naturalmente gli eserciti occupanti devono avere anche assoluto rispetto dei DirittiUmani così da essere sentiti dalla popolazione civile come una forza di garanzia e non un altro, e nuovo soggetto, che violi i loro diritti fondamentali.

-Con l'esempio analogo dell'Afghanistan (vedere ad es. Peacereporter sul carcere di Shebargan:
http://www.peacereporter.net/it/canali/storie/040121afghanistan/),
secondo te era così imprevedibile che anche in Iraq si usassero gli stessi  metodi?

Purtroppo no. E' difficile pensare che i fatti accaduti in Afghanistan  rimanessero solo una pagina nera di cui leggere pensando di non vederne altre. I conflitti armati hanno sempre una striscia di violenza che  prosegue quando il confronto armato si è concluso perchésempre, quando le  luci delle televisioni o l'attenzione dei giornali si sposta verso argomenti che colgono maggiormente l'attenzione del grande pubblico, questa può manifestarsi con rinnovata cruenza; nella convinzione,  purtroppo talvolta confermata dai fatti, che chi perpetra queste violenze possa agire nell'assoluta impunità.

-Anche se al momento non hanno molto spazio nei telegiornali, ci sonostate diverse conferme sulle dichiarzioni della vedova Bruno. L'Unione Nazionale Arma Carabinieri conferma di avere raccolto tramite il proprio call center denunce simili (http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=43510),
altri elementi li aggiunge il colonnello Brugio intervistato dal Corriere
(http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/05_Maggio/12/iracheni.shtml
).
L'Italia sapeva?

Le dichiarazioni che si stanno succedendo in questo periodo sui giornali e in televisione fanno pensare che il governo italiano dovesse essere  informato, almeno di quanto accadeva nelle carceri irachene gestite dalla polizia irachena, dalle stesse forze armate in Iraq. Da queste stesse dichiarazioni sembra invece che nulla dovessero sapere di quanto accadeva nelle carceri gestite dei militari inglesi. Bisogna credere che quanto affermato sia vero cioè che dalle nostre forze armate non siano arrivate denuncie ma rimane comunque una responsabilità oggettiva per i fatti compiuti nelle carceri irachene di cui i nostri soldati sono stati testimoni e che hanno denunciato. Se portare democrazia in un paese significa lasciare che persone siano torturate o lasciate in condizioni inumane giustificandosi dicendo che la responsabilità era della polizia irachena non mi sembra molto in linea con quanto sia stato dichiarato per giustificare il nostro intervento in Iraq.

-Il Governo nega. Amnesty fa presente le numerose occasioni
(
http://library.amnesty.it/it_news.nsf/viewdoc?OpenForm&ParentU
NID=66C8331888A7C069C1256E92003FF51D
)
in cui ha fatto presente la gravità delle torture in Iraq, ottenendo  molte risposte in particolare dal ministro Frattini e dalla sottosegretaria agli Esteri Margherita Boniver. Come è possibile secondo te che oggi siano tutti così sorpresi? Forse le denunce serie e  documentate delle ong non vengono prese sul serio finché non saltano fuori le foto?

Le denuncie di Amnesty sono state numerose e dettagliate quindi lascia un  po' sconcertati leggere queste affermazioni da parte di rappresentanti del governo italiano. Certamente il fatto che alle nostre denunce, e di altre ong, siano state accompagnate foto che, attraverso giornali e tivù, sono entrate in tutte case l'impatto sull'opinione pubblica ha reso necessario  che il governo prendesse una posizione davanti al paese su fatti estremamente gravi in una guerra già ampiamente contestata.

-La stessa Boniver (tra i fondatori ed ex presidente -molto ex, pare- della sezione italiana di Amnesty), accusa l'associazione di fare una "polemica elettorale" . Qual'è la tua impressione sulla vicenda?
Certamente il fatto di essere in periodo elettorale può indurre qualche forza politica a strumentalizzare la situazione a proprio favore. Ritengo però che l'attività svolta da Amnesty International in Italia e nel mondo, il carattere assolutamente apolitico che da sempre ha dimostrato e il fatto che queste denunce fossero già state fatte nella prima metà del 2003, certamente non periodo elettorale, ritengo sia sufficiente a smentire queste dichiarazioni e sottolineare la volontà di Amnesty ad operare unicamente perché torture e qualsiasi altra violazione dei Diritti Umani non accadano mai più.

-Restando in Italia, qualche commento sulla legge che introduce finalmente il reato di tortura e sul famoso emendamento della Lega?
Certamente come Amnesty era stata accolta con grande favore l'apertura della discussione su di una legge per la quale da tanto ci si batteva e che in una qualche misura , la sua assenza, dava misura di quanto povera fosse la nostra legislazione in materia di Diritti Umani. Purtroppo è arrivato quell' emendamento che ha stravolto il testo della legge  prevedendo che il reato si configuri solo se reiterato. Immaginatevi se io  posso essere accusato di tortura solo se già in passato ho torturato una persona. La cosa credo sia alquanto sconcertante. 

-Cambiando argomento, ovviamente non vi state occupando solo della situazione irakena, che rischia anzi di oscurare tante situazioni altrettanto critiche e spesso dimenticate: quali sono in particolare le attività del gruppo di Ferrara in questo momento?
Anche il gruppo di Ferrara ha aderito alla campagna mondiale di Amnesty per la difesa della donne da qualsiasi violenza ed in qualsiasi contesto, tanto nei conflitti armati, quanto tra le mura domestiche. 
La campagna ci vedrà impegnati per tutto il 2004 e il 2005 con una serie di attività come la raccolta firme ai nostri banchetti; ma soprattutto stiamo organizzando una serie di attività che cercheremo di realizzare a partire dal prossimo autunno, in collaborazione con altre o.n.g. e con gli enti pubblici locali, per sensibilizzare l'opinione pubblica locale su un tema, la violenza sulle donne, spesso trascurato.
Attualmente ci stiamo anche occupando della tradizionale campagna a difesa dei sindacalisti che quest'anno ha come paese chiave la Bielorussia con i casi di due sindacalisti perseguiti solo per aver pacificamente svolto la loro attività sindacale.
Naturalmente non dimentichiamo l'attività che il gruppo svolge ormai da  tanti anni per mantenere alta l'attenzione su due paesi molto lontani ed apparentemente molto diversi, come Colombia e Birmania, ma che condividonouna situazione di sistematica violazione dei Diritti Umani della popolazione civile.

-C'è altro che vorresti segnalare ai nostri lettori?
Vorrei ringraziare tutti i lettori per l'interesso che spero abbiano  manifestato nella lettura di questa intervista e vorrei ricordare loro solo che al mondo purtroppo non ci sono solo i conflitti che la televisione e giornali ci mostrano, ma ve ne sono molti altri, altri paesi nei quali la popolazione civile è privata dei suoi diritti fondamentali come quelli che noi consideriamo parte della nostra esistenza: esprimere un'opinione, muoversi o vivere.

S.M.

Alcuni approfondimenti:

Croce rossa denuncia la sistematicità torture ed arresti arbitrari
http://www.warnews.it/index.php/content/view/755/36/

Cronologia degli interventi AI rivolti governo italiano
http://library.amnesty.it/it_news.nsf/viewdoc?OpenForm&ParentU
NID=66C8331888A7C069C1256E92003FF51D

Amnesty: l'Italia non consegni più i prigionieri alle forze della coalizione
http://library.amnesty.it/it_news.nsf/viewdoc?OpenForm&ParentU
NID=2598B946E6082E45C1256E9100468FD4

Indice dei comunicati stampa di AI
http://library.amnesty.it/it_news.nsf/index?OpenPage&RestrictT
oCategory=2004

Accuse di violenze sui civili ai soldati britannici
http://www.ansa.it/fdg02/200405130855149400/20040511141032940502_ass.html

Lynndie England: "Stavo solo eseguendo gli ordini"
http://www.ansa.it/fdg02/200405120955149560/200405120955149560.html
http://www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=2173

Torture solo se "reiterate":
http://library.amnesty.it/it_news.nsf/viewdoc?OpenForm&ParentUNID=76A03CB4D9
540179C1256E7E00461210

Inchiesta del Corriere della Sera:
http://www.corriere.it/altre_notizie7/

"Quelle convenzioni di Ginevra, che come ufficiale non lessi mai.."
http://italy.peacelink.org/editoriale/articles/art_4981.html

 
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